Biografia

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“La ragione umana, anche senza il pungolo della semplice vanità dell’onniscienza, è perpetuamente sospinta da un proprio bisogno verso quei problemi che non possono in nessun modo esser risolti da un uso empirico della ragione – dice Kant nella sua Critica della Ragion Pura e continua –  così in tutti gli uomini una qualche metafisica è sempre esistita e sempre esisterà, appena che la ragione s’innalzi alla speculazione.”
I viaggi onirici di Sonima, pseudonimo di Sonia Nicastro, sono trasposizioni del pensiero su mondi eterei privi di tempo in cui lo spazio si disintegra e si disperde, mondi in cui l’uomo moderno, privo d’identità e valori viene invitato a riscoprire il silenzio e le simbiosi originali e primitive con la natura. È proprio in quella speculazione che Kant individua come punto di svolta, che sta la chiave per decifrare i mondi fantastici che Sonima propone sulle proprie tele. Una pittura con un tratto netto e distintivo, in cui si percepisce subito un approccio libero e fluido in cui la narrazione delle intenzioni valica la superficie del quadro per travolgere l’occhio con cui entra in comunione.
Grazie alla propria formazione musicale le sue tele risultano essere libere e non vincolate da espedienti artificiosi di comunicazione; infatti Sonima è una percussionista classica diplomata al Conservatorio A. Corelli di Messina ed insegnante di percussioni presso I.C. “R. Poidomani” di Modica.
Ha perfezionato la propria tecnica pittorica attraverso ricerche ed approfondimenti personali ed è così giunta ad un personalissimo stile che ne contraddistingue il linguaggio. I personaggi che presenta sulle proprie tele sono raffigurati in un atteggiamento di quieta stasi e di profonda dignità, autoreferenziali, con sguardi fieri che sondano l’osservatore ponendolo a nudo come in uno specchio magico in cui ogni sovrastruttura mondana svanisce.
Ad una visione più attenta, si riesce a cogliere la forza ed il peso di questi volti di brancusiana memoria che come mandorle medievali diventano “via, verità e vita” in una dimensione però tutta femminile in cui la parola decade per lasciare spazio alle sole emozioni.
Questa nuova forma di “vesica piscis” che trasmette al contempo sia pace che seduzione, è l’elemento fondamentale del suo linguaggio, un varco metafisico in cui si è obbligati ad abbandonare le deplorevoli convenzioni della società liquido-moderna e si è indotti a tornare a comunicare con se stessi, in silenzio.

Giuseppe Castano